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    AUDIOLIBRO: ” Gli egoisti” di Federigo Tozzi. Capitolo 4.

    Il sentimento per Albertina somigliava un poco, a uno di quei raggi di luce, che fanno vedere com’è fatta una breve lontananza; e tutto il resto è indefinibile. Ma i ricordi della campagna diventavano sensazioni musicali e i pensieri di Dario erano suoni; che la sua anima intonava quasi con una placidità solenne. Gli accordi avvenivano secondo i cambiamenti di certe emozioni, che si legavano da sè l’una con l’altra; tutte di seguito, senza interruzioni. Quando i suoni nascevano, egli non poteva udirli subito; come se glielo impedisse una sordità implacabile, ma, un istante dopo, li percepiva con chiarezza sebbene un poco più distanti. E poteva scriverli senza nessuno sforzo di attenzione. Gli era come proibito di prendere parte con la volontà a questa creazione; e si sentiva come costretto a obbedirle. Tutte le volte ch’era riuscito a intervenire, questa placidità s’era spezzata; ed aveva dovuto attendere che ritornasse da sè; un poco umiliato.

    Buon ascolto!

    Voce: Chiara Pugliese Fonte. www.liberliber.it Per contattarci: info@radioblognews.it

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    AUDIOLIBRO: ” Gli egoisti” di Federigo Tozzi. Capitolo 3.

    Era certo di essere un musicista. Avrebbe subito messo in musica certe sensazioni, invariabili, della sua giovinezza; che gli sembravano i punti più vivi del passato; quando la memoria si liberava completamente delle cose inutili; ed era anche essa, perciò, una forza attiva ed immediata. Contento e impaziente, andò subito da Albertina. Per la strada, però, si spaventava sentendo qualche segno della sua nevrastenia; quando tutte le cose ch’egli vedeva sembravano scolorirsi, quasi illividite; con un senso di malvagità che lo perseguitava. Allora camminò in fretta, come se avesse voluto mettersi a correre; e non gli pareva mai di fare in tempo.

    Buon ascolto!

    Voce: Chiara Pugliese Fonte. www.liberliber.it Per contattarci: info@radioblognews.it

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    AUDIOLIBRO: ” Gli egoisti” di Federigo Tozzi. Capitolo 2.

    La sera, il Gavinai si sentì un’altra volta dentro quella solitudine, che pareva senza fine. Mentre, subito dopo mangiato, gli si acuiva sempre l’angoscia come di aver quasi turbato la sua giornata; senza provarne nessun piacere. Ma ora, a tutti i costi, voleva conoscere la sua solitudine; e, certo, assomigliava ad uno che si mette fisso a guardare un muro per capire che cosa c’è dentro. La voleva conoscere, senza odiarla; anzi francamente, quasi con amicizia. Vi trovava sempre quell’indicibile senso di cose che restano sconosciute anche alla nostra anima. La solitudine era buona! Ma sentiva anche che la sua giovinezza vi si consumava e che non gli sarebbe stato mai più possibile tornare indietro; qualunque cosa gli fosse avvenuta nella vita.

    Buon ascolto!

    Voce: Chiara Pugliese Fonte. www.liberliber.it Per contattarci: info@radioblognews.it

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    AUDIOLIBRO: ” Gli egoisti” di Federigo Tozzi. Capitolo 1.

    Appena desto, Dario Gavinai sentì che ricominciava istantaneamente a pensare. Il suo pensiero era come una punta che sporgeva, facendosi innanzi da sè. Ma egli ne provava una specie di rammarico e di stupefazione. Erano ormai parecchi mesi che la miseria cercava di entrare anche nella sua anima. Da prima, non ci aveva creduto; e proprio quando non aveva nè meno un pezzo di pane per mangiare, le cose più dolci e più buone della sua giovinezza gli stavano per ore ed ore fisse in mente; e gli era impossibile rendersi conto d’altro. Quanto più soffriva e indeboliva e tanto più quelle cose gli apparivano evidenti e serene; visibili come allucinazioni. Secchi di latte che gli pareva di bevere: un latte denso, con una panna quasi gialla; oppure tavolate di pane caldo e crocchiolante, levato allora dal forno.

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    AUDIOLIBRO: “L’amore” di Federigo Tozzi- Novelle. Lettura della seconda novella “L’amore”.

    Lettura della seconda novella della raccolta “L’amore” di Federigo Tozzi dall’omonimo titolo.

    I miei occhi non perdevano di vista Virginia, perché me n’ero innamorato; ed ero tanto triste, che non mi veniva voglia di escire. Tutte le volte che la guardavo, ero triste così; forse, perché l’amavo troppo. Avrei voluto dirle tante cose buone e ingenue; anche perché dovevo badarmi da suo marito. Ma io l’amavo a malgrado di lui, e non volevo rinunciare al mio lungo desiderio.

    Voce: Chiara Pugliese Fonte: www.liberliber.com Per contattarci: info@radioblognews.it