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“Henry Moore e le piccole Veneri.Arte e identità umana” di Francesca R. Borruso

“Cos’è una caverna?Una caverna è una forma. Non è il grumo di montagna che c’è sopra”.

Il profondo interesse di Henry Moore per l’arte della preistoria toccò negli anni diversi aspetti, dai primi studi e disegni sulle piccole sculture e bassorilievi di creature femminili conosciute come “Veneri paleolitiche” (1926), all’articolo “Primitive art” (1941) scritto pochi mesi dopo il terribile bombardamento di Londra durante la prima guerra mondiale, fino ad arrivare alle “Three standing figures” (1948), alla “Woman” (1958) e alla “Three quarter figure” (1961). Il filo di coerenza appassionata e continua che collega quest’interesse alla sua stessa arte, dai disegni alle grandiose sculture, si è svolto per decenni innestandosi sulla sua fondamentale ricerca sull’identità umana. Seguendo Moore nel suo percorso si risale alle prime scoperte archeologiche della seconda metà dell’Ottocento, alle ostilità e agli scontri radicali che suscitò nelle autorità accademiche e religiose la scoperta dell’esistenza della vita e dell’arte di esseri umani vissuti migliaia di anni fa. Prefazione di Margherita Mussi.

Vi leggiamo oggi un estratto di questa nuova interessante e raffinata pubblicazione di Francesca R. Borruso, firmata Espera Edizioni, dal titolo “Henry Moore e le piccole Veneri. Arte e identità umana“.

Buon ascolto!

Voce: Chiara Pugliese Musica: www.incompetech.com Per contattarci: info@radioblognews.it

cover henry moore
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